
COMMISSION #19 ELISA MONTESSORI
Il Melzi Scientifico, pubblicato da Antonio Vallardi in prima edizione nel 1894, è una pietra miliare dell’editoria italiana. Ristampato più volte nel corso degli anni e oggi oggetto di collezionismo, è un dizionario illustrato che raccoglie voci dedicate alla geografia antica e moderna, la storia, biografie di personaggi importanti di tutti i tempi, letteratura, belle arti e la mitologia.
Offre insomma un compendio di diversi campi del sapere e permette – come ogni libro che ha una vocazione enciclopedica – di perdersi tra le sue pagini fantasticando di viaggi e incontri e di trovare corrispondenze tra lemmi – e dunque cose – che rimarrebbero altrimenti distanti.
Elisa Montessori (Genova 1931), ne ha consultato la voce Giunone e ne ha ricopiato su un foglio da disegno la definizione. Trascrivere un testo, per l’artista, fa parte della sua pratica legata al disegno e alla pittura ed è un modo per considerare con più attenzione ciò che si legge, elaborando un contenuto per farlo proprio. A volte è anche un gesto di cura, perché riattiva, attraverso la nostra grafia, qualcosa che sarebbe altrimenti legato a un tempo remoto e a un luogo specifico e lo ripresenta sul piano del presente.
La Iuno che celebra il solstizio 2026 è una donna che protegge e ammonisce. Il suo volto si fa d’oro come la pietra illuminata dal sole al tramonto in estate e fiorisce perché la natura femminile è capace di accogliere la metamorfosi e la trasformazione. Come nei suoi recenti disegni, esposti nella sua ultima mostra personale a Roma, l’artista indaga ancora una volta la memoria profonda che lega il corpo femminile agli elementi: “abbiamo una natura vegetale, una natura animale, una natura minerale: apparteniamo al mondo in tutte queste forme”, ci ricorda.
Giunone, 2026 courtesy l’artista e Monitor, Roma
Elisa Montessori è nata a Genova nel 1931; si è laureata in lettere all’università di Roma. Tra le mostre più importanti: nel 1982 partecipa alla XL Biennale di Venezia “Aperto ’82/tempo”, a cura di T.Trini. Nel 1993, Palazzo delle Esposizioni a Roma, “omaggio a Ingeborg Bachmann” con G. Beitling. Nel 1999 espone all’università La Sapienza di Roma – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea “Elisa Montessori. Quando il segno diventa suono”, a cura di C. Terenzi. Nel 2006 alla Galleria d’Arte Moderna di Roma con “Elisa Montessori. Shangai Blues” a cura di L. Velani. Nel 2007, Biblioteca Angelica – Galleria Angelica di Roma, “Elisa Montessori. Libri Ibridi”, dove espone un centinaio di volumi “ibridi”: libri di piccole e medie dimensioni, taccuini, quaderni e album. Nel 2009 partecipa alla 53ª Biennale di Venezia “Fare Mondi/Making Worlds” diretta da Daniel Birnbaum.

