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ALESSANDRA SPRANZI: LES YEUX LES OEUFS LES JEUX

A cura di Cecilia Canziani e Ilaria Gianni

 

IUNO è felice di inaugurare nei suoi spazi les yeux les oeufs les jeux, prima mostra personale di Alessandra Spranzi a Roma e terza mostra del programma a indagare da diversi punti di vista il termine selvatico.

 

Alessandra Spranzi usa la fotografia e altri media come modo di guardare e di reinventare il mondo: “Raccogliere, avvicinare, mettere insieme, far incontrare, è un modo per riorganizzare, o sorprendere, la visione e il pensiero, per rimettere in gioco la natura enigmatica dell’immagine fotografica che continuamente ci interroga” scrive l’artista. Anche quando usa il collage, o fotografa immagini trovate, le ingrandisce, ne isola un dettaglio, si muove nei limiti – o meglio nelle possibilità – del fotografico. Se tutto è già contenuto nella realtà, il nostro compito è quello di restituirle la capacità di meravigliarci e sorprenderci attraverso un gesto, anche minimo, come è quello di guardare.

 

Una tovaglia fermata da una sedia, un piatto riparato con il fil di ferro, un cedro tenuto tra le mani sono piccole magie: il mondo, con il suo scorrere, si ferma per un momento. In questa atmosfera sospesa è allora possibile sentire quell’energia trattenuta attraverso la quale gli oggetti comunicano, l’aria si carica di elettricità, il peso smette di esercitare il proprio potere e il pensiero si trasmette senza la parola. Al centro di questa costellazione di immagini c’è la figura dell’adolescente. Come tutte le creature in divenire, è enigmatico e fatato: non è ancora addomesticato. Capace di stupore, conserva ancora per poco la sua parte selvatica.

 

In occasione del finissage, Alessandra Spranzi ha deciso di riconfigurare lo spazio mediante l’introduzione di nuove opere e la sostituzione delle precedenti, in una composizione che conferma, e allo stesso tempo rinnova, i temi, le atmosfere e le immagini del progetto originario: dalla figura dell’adolescente all’idea di sospensione, o modificazione, che investe il tempo così come gli oggetti.

Nel nuovo assetto espositivo, Stefano Zacchi, performer, eseguirà una serie di esercizi di equilibrio con oggetti e sarà presentata Tecnica senza vocabolario (a+mbookstore edizioni, 2023), la nuova pubblicazione di Alessandra Spranzi.

Come il libro, anche la mostra e la performance sembrano adottare l’esercizio come strumento conoscitivo, un metodo di esplorazione che non prevede conclusioni ma procede per tentativi, sperimentazioni e possibilità interpretative.

 

IUNO ringrazia per il sostegno e la collaborazione p420, Bologna

 

Scarica qui il testo critico: Alessandra_Spranzi_-_les_yeux_les_oeufs_les_jeux

Alessandra Spranzi è nata a Milano nel 1962 dove vive. Ha partecipato a diverse mostre, sia personali che collettive. Le più recenti alla galleria p420, Bologna, alla Galleria Nazionale d’arte Moderna, Roma, alla galleria Monica De Cardenas, Zuoz, alla Fondazione Bombas Gens, Valencia, alla galleria Arcade, Londra. Dal 1997 ha realizzato numerose pubblicazioni e libri d’artista, fra cui Uova, posate e altri oggetti, Nello stesso momento, Tornando a casa, La donna barbuta.
IUNO ringrazia per il sostegno e la collaborazione p420, Bologna