HomeCommissionsCOMMISSION #15 – BEATRICE FAVARETTO

COMMISSION #15 – BEATRICE FAVARETTO

La IUNO commissionata a Beatrice Favaretto (Venezia, 1992) si compone di tre immagini, ognuna corrispondente a un’incarnazione o un diverso volto di Giunone.
La sua triplice interpretazione è pensata per restituirne la complessità iconografica come psicologica: anziana regina col capo cinto da una corona nella rappresentazione di sinistra, la dea si dinamizza nel ritratto centrale, moltiplicando la sua immagine, per poi parzialmente riunificarsi nelle forme di una giovane e seducente donna sormontata da una costellazione di occhi.
Se attributi come questi ultimi o lo stesso copricapo regale sono riconducibili alla tradizione figurativa della divinità romana, essi assumono nuovi e più attuali significati nel contesto dell’indagine estetica e teorica di Favaretto.
Gli stessi titoli dei tre disegni, La regina, Liquidi osceni e Voyeur, alludono di fatto alla sfera corporea e sessuale, alle dinamiche proprie del desiderio e del piacere carnale.
Fantasie di dominazione, scambi di umori tra corpi e parafilie appartengono senza dubbio all’immaginario sondato e approfondito dall’artista, ma è soprattutto a Hold me While I’m Naked, un archivio collettivo composto di storie erotiche anonime, che sembrano fare eco le effigi realizzate per IUNO.
In Miele, voce protagonista del progetto che incarna le esperienze e le fantasie trascritte da Favaretto, si rivela in effetti la stessa natura polifonica e multiforme associata a Giunone, la sua ambivalenza e capacità di coniugare pulsioni e caratteri ambivalenti, spesso dicotomici, come empatia e vulnerabilità, crudeltà e sete di vendetta.
Attraverso la figurazione, e nello specifico l’utilizzo del disegno, tali qualità si manifestano, evidenziando la propria natura contradditoria: il ricorso al tratto unico, nervoso e ondivago, contribuisce a tale scopo, funzionando come un sismografo, uno strumento capace di rilevare variazioni umorali, sentimenti e inclinazioni personali.

Beatrice Favaretto, La reginaLiquidi osceni, Voyeur, 2025, inchiostro su carta

Beatrice Favaretto (1992) è un’artista visiva la cui ricerca si concentra sulla rappresentazione della sessualità e del desiderio nel contemporaneo, così come dell’uso del corpo come strumento di attivismo collettivo.

Nel 2024 è stata finalista ad ARTEVISIONE24 di Careof – Fabbrica del Vapore a Milano. Nel 2023 ha vinto il Lydia Award, promosso dal PAC e dalla Fondazione Il Lazzaretto di Milano. Nel 2021 è stata tra i finalisti della prima edizione del Biennale College Arte, curata da Cecilia Alemani e Marta Papini. Nel 2020 ha vinto l’Artists’ Film Italia Recovery Fund Award promosso da Schermo Dell’Arte ed è stata finalista al Premio Ducato 2020.

Le sue mostre recenti includono: 2024, Multiple Maniacs, Mare Karina, Venezia; 2024, Hold me while I’m Naked, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano; 2024, LOOKATMEIII, Royal Hammam Sauna, Milano; 2024, STUCK!, The One Minutes Foundation, Amsterdam; 2023, Hold me While I’m Naked, Lateral, Roma; 2023, The Cut out body, Onomatopee, Eindhoven; 2023, AFASIA, Snoopy, Modena; 2023, Nuovo Forno del Pane, MAMbo Bologna; 2022, Nel paese delle ultime cose, Manifattura Tabacchi e NAM – Not a Museum, Firenze; 2022, Poison Green, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; 2022, Artists’ Film Italia Recovery Fund Award, GAMeC, Bergamo; 2021, CLAMOR, Sala Santa Rita, Roma; 2021, ArtCity Bologna, Cassero LGTBI+, Bologna; 2021, PRIME TIME, Magic Lantern Film Festival, Fondazione smART, Roma.

Attualmente vive tra Roma e Venezia.