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COMMISSION #18 – GIULIANA PAOLINO

Una sola notte avvolge i tuoi cento occhi è un’opera indossabile composta da una serie di elementi modulari mobili. Realizzati in lattice, i calchi delle mani di Giuliana Paolino riproducono la forma delle piume ocellate del pavone, animale sacro a Giunone.

Nel primo libro delle Metamorfosi, Ovidio racconta che il pavone divenne caro a Giunone dopo la morte di Argo Panoptes: la dea raccolse i suoi cento occhi e li dispose sulle penne della coda dell’animale. In questo episodio, Giunone assume il ruolo di agente della trasformazione. Se da un lato il gesto sembra rispondere alle note tendenze di controllo della dea (quasi che quei cento occhi potessero aiutarla a sorvegliare meglio ciò che fa o non fa Giove) dall’altro rivela un aspetto più intimo e compassionevole della regina dell’Olimpo. Custodendo e risignificando gli occhi del guardiano, Giunone concede loro una nuova vita.

In Una sola notte avvolge i tuoi cento occhi, Giuliana Paolino assimila le proprie mani agli occhi di Argo: il tatto si sostituisce così alla vista e, di conseguenza, la conoscenza, tradizionalmente associata all’esperienza visiva, si sviluppa attraverso l’esperienza tattile.

L’artista indaga dunque il tema della coscienza facendo riferimento anche al cosiddetto “problema del verme” formulato da Rodolfo Llinás nel libro I of the Vortex: From Neurons to Self. Secondo alcuni studiosi, proprio questo processo segnerebbe l’origine dell’esperienza cosciente, introducendo una distinzione fondamentale: da un lato la percezione di ciò che accade al corpo come conseguenza delle proprie azioni; dall’altro la percezione di ciò che accade indipendentemente da esse, cioè nel mondo esterno.

Forse è proprio in questa tensione conoscitiva che si configura l’azione cosciente, mossa dalla meraviglia, il thaumazein Aristotele e Platone, una meraviglia che disorienta, sconvolge e nasce dall’incontro, o meglio ancora, dal toccare l’altro con mano.

Paolino esplora infine l’importanza della dimensione tattile nella percezione dell’opera d’arte, troppo spesso subordinata all’esperienza visiva, considerata ancora oggi una delle forme più privilegiate di accesso alla conoscenza.

Giuliana Paolino, Una sola notte avvolge i tuoi cento occhi, lattice e stoffa, 100 x 150 cm, 2026.

Giuliana Paolino (Monterotondo, 1997), artista visiva e performer che vive e lavora a Roma. La sua ricerca si articola attorno al corpo, inteso come luogo di trasmissione, conflitto e trasformazione: un’entità porosa e mutevole, che non si esaurisce nella propria anatomia ma si espande nello spazio attraverso tracce residuali di media differenti.
Dopo aver conseguito la laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università della Tuscia di Viterbo, si è laureata in Arti Visive e Pittura presso la Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Roma.
Il suo lavoro è stato presentato in mostre collettive tra cui Sound x Floating Forest, Spazio HYDRO – Terzo Paradiso, Biella (2024); The Mind Is a Muscle, a cura di Vasco Forconi, Spazio MAGMA, Roma (2023); BACTERIA. From Invisible to Visible 2, a cura di Yakult Italia, Milano (2022); (IM)POSSIBLE ECOLOGIES, a cura di Marco Scotini, Orto Botanico, Roma (2022).