












14 aprile – 30 maggio
P.G.R. – Per Grazia e Rivolta è prima mostra personale di Cynthia Montier in Italia, artista e ricercatrice che vive e lavora tra Roma e Strasburgo. Frutto della residenza svolta presso IUNO (2023 e 2024) e a Castrignano dei Greci, presso Kora – Centro del Contemporaneo in collaborazione con Ramdom (2024), e delle ricerche svolte all’ICPI (Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale), al MUCIV-Museo delle Civiltà e alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, le opere esposte in P.G.R. rendono conto delle analogie estetiche e strategiche individuate dall’artista nell’ambito della dimensione rituale e di quella politica. Entrambe risultano in effetti mosse dalla medesima urgenza: quella di opporre resistenza al pensiero dominante mediante l’immaginazione, proporre un’alternativa a un futuro che sembra predeterminato, e restituire alle azioni un potere trasformativo, quasi taumaturgico. Nel lavoro di Montier, le simbologie elaborate dai movimenti transfemministi trovano così eco nelle pratiche collettive o i riti tradizionalmente associati al contesto femminile. L’immaginario della stregoneria è emblematicamente correlato alle armi e agli strumenti di difesa personale. Gli ex voto, fusi o realizzati a sbalzo, si trasformano in oggetti colmi di desiderio, testimonianze di qualcosa che è accaduto o che può ancora accadere. Materiali documentari e opere inedite compongono così una storia collettiva che necessita di essere non soltanto riscoperta, ma anche riscritta.
Con il supporto di Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea; con il sostegno di MUCIV-Museo delle Civiltà; in collaborazione con CEAAC (Strasbourg) e Kora Centro del Contemporaneo in collaborazione con Ramdom.
Un ringraziamento speciale a Alice Motard, Alice Labor, a Kora, Stefania Consigliere, Stefania Baldinotti, Francesca Romana Uccella, Marco Marcotulli, Marco Stefanelli, Vito Lattanzi e Ylenia Di Blasio.
Testo critico: Giulia Gaibisso
Foto: Chiara Cor
La mostra è visitabile è su appuntamento.
Il lavoro di Cynthia Montier esplora le connessioni tra credenza e giustizia popolare, rituale e lotta sociale. I suoi progetti riflettono un profondo rapporto con lo spazio pubblico e un forte attaccamento alle nozioni di agency, incanto, presenza, corpi collettivi, affetti e spiritualità. Fortemente influenzata dalle storie, emozioni, gesti o oggetti emersi dalle sue ricerche e incontri, persegue un approccio all’incrocio tra antropologia sociale e pratiche artistiche socialmente impegnate, intervento e rituale, comunità e pratiche performative. Il suo lavoro si sviluppa come una genealogia di forme e dispositivi “carichi” (divinatori, immateriali, partecipativi, trasformativi), e ricorre a tipologie di disposizione e attivazione differenti (dalle interviste ai laboratori, dalla fotografia alla scrittura, dalle collezioni di oggetti alle biblioteche affettive, dagli oggetti parlanti agli archivi votivi, dal video alla performance, dalle installazioni alle pubblicazioni, dai rituali alle manifestazioni), intesi come diversi modi di agire sulla realtà. Sostenuti da strumenti metodologici provenienti dai campi, registri e storie che l’artista mobilita (educazione popolare, pedagogie comunitarie, pratiche spirituali, tecniche attiviste, saperi femministi…), i suoi lavori si riferiscono a spazi narrativi, relazionali e di connessione attraverso i quali può emergere una certa forma di materialismo magico o miracoloso. Dal 2019, forma un duo con Ophélie Naessens. La loro pratica esplora le nozioni di socialità minerali e pedagogie rituali attraverso forme dialogiche, inchieste e performance che si situano a cavallo tra pedagogia, attivismo e rituali della pietra. Dal 2021, co-dirige con Sophie Prinssen il progetto Esoteric Activisms – Magic· Performance · Resistance: un “coven di ricerca” che riunisce un gruppo di lavoro rituale e attivista, dando vita a momenti di ricerca e performance nello spazio pubblico. Il diciannovesimo numero della rivista Proteus è stato dedicato all’articolo: “Rituale nell’arte”. Il suo lavoro è stato presentato in Francia presso il CAC La Ferme du Buisson, l’IAC Villeurbanne, il 49° Nord 6° Est Frac Lorraine, il Magasin des Horizons, il Creux de l’Enfer, il CEAAC, così come all’estero presso AQB (Budapest), il Centre of Gravity (Bristol), la Royal Holloway School of Art (Londra), il Museo Etnografico Nazionale della Romania ASTRA Museul (Sibiu), Utopiana (Ginevra) e il centro di ricerca artistica contemporanea IUNO (Roma). Attualmente sta lavorando a un progetto nel Sud Italia, concentrandosi sulle connessioni tra rivolte e miracoli dalle visioni delle donne, con il supporto di IF Italia e ADAGP, in collaborazione con il centro d’arte IUNO e il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma.












