







Rahel Kraft e Sibylle Ciarloni conducono nelle terre incolte, dove prosperano specie diverse, una ricerca nomade sugli ecotoni. Le due artiste osservano il fragile equilibrio delle forme di vita che abitano questi spazi, attratte da come, in questi luoghi, l’esistenza sia insieme precaria e carica di tensione. Preso in prestito dall’ecologia, il termine ecotono indica la soglia tra zone di vegetazione differenti, un luogo fertile d’incontro ma anche di conflitto.
La ricerca di Kraft e Ciarloni, presentata per la prima volta in Italia, prende la forma di una passeggiata performativa in collaborazione con artisti del luogo, professionisti e un compagno inatteso: il nastro arancione da cantiere. Utilizzato per delimitare spazi di lavoro e interdire l’accesso a determinate aree, questo oggetto di plastica si trova lungo diversi tratti delle sponde del Tevere. Lungi dall’impedire l’accesso, queste barriere hanno invitato le artiste a scavalcarle e ad avventurarsi negli spazi selvatici del fiume. Ma cosa proteggono davvero questi nastri? E da chi? La domanda risuona con le relazioni spesso complicate tra esseri umani, tra chi si trova in un luogo, chi arriva e chi se ne va, come le piante migranti. La coltivazione ha permesso a piante spontanee — canne, erbe infestanti, erbe selvatiche — di insediarsi e coesistere, in un rapporti di mutuo scambio. Eppure queste piante vengono spesso considerate nemiche, il loro diritto a esistere è spesso negato.
Unendo le loro competenze come artiste sonore, performer e scrittrici, le due artiste ci invitano a partecipare a una passeggiata lungo il Tevere, che intreccia letteratura, scultura, performance e suono. La collaborazione con l’artista e curatriminari alla performance. Insieme, le artiste hanno creato un lavoro a difesa di un paesaggio in cui vita umana e vegetale si intrecciano: un paesaggio animato da erbe tanto radicate quanto nomadi, e da acque che scorrono nei corpi umani così come nelle valli e nelle città, come Roma.
Rahel Kraft è un’artista, compositrice e creatrice che lavora tra performance ed eventi partecipativi. È interessata all’ascolto come esperienza corporea condivisa.
Sibylle Ciarloni concentra la sua pratica artistica sull’immaginazione e l’evoluzione. Con i suoi scritti invita a pensare, con i suoi progetti curatoriali invita al dialogo.
Angelica Bollettinari sviluppa la sua pratica attraverso collaborazioni ed esperimenti di apprendimento. Con il collettivo Resina facilita incontri radicati in un senso ecologico di appartenenza.
Maud Ester Gyssels lavora tra scrittura, disegno, composizione, performance, curatela, dj set e cucina. Ricerca momenti di collettività e attualmente esplora la performance come piattaforma condivisa di suoni, parole, sapori e movimenti.







