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SEMINARIO | GIAN ANTONIO GILLI: ZWIELICHT, DOPPIA LUCE / ZWIELICHT, DOUBLE LIGHT

Nel solco del pensiero selvatico, dopo Fortiniana ’22, IUNO presenta il seminario di Gian Antonio Gilli Zwielicht, Doppia luce—un dialogo aperto sulla Duplicità intesa come sistema interpretativo del Reale.
Zwielicht, Doppia luce convoca artisti, curatori e ricercatori di diverse discipline, a condividere per un fine settimana riflessioni e azioni alternando momenti di lavoro e percorsi nella città.

Zwielicht

Vi è un mito (se così si può chiamare) nella cultura occidentale, che, pur essendo poco noto, e ancor meno narrato, riaffiora con insistenza, da millenni, in campi diversi del conoscere e dell’agire. E’ il mito dell’Uno, secondo cui vi sarebbe stata, agli inizi, una qualche Unità, un Uno originario, da cui ci si sarebbe (colpevolmente!) allontanati, a favore di concezioni dualistiche, o di una vera e propria Molteplicità.

Poggiano su questa persuasione costruzioni intellettuali di ogni tipo. Costruzioni filosofiche, secondo cui la metafisica andrebbe ridefinita, impostandola, primieramente, come scienza dell’Uno. Costruzioni religiose, che postulano, alle Origini, un generale monoteismo, ossia la credenza, in ciascuno, di un solo Dio, poi soppiantato da una deriva politeistica. Innumerevoli, nei millenni, le affermazioni di androginia del primo Adamo. E anche i mistici, per raccogliersi meglio, per arrivare più presto al loro Dio interno, scelgono l’Uno, spregiando il Molteplice.

Vi è una qualche verosimiglianza, certamente, in tutte queste costruzioni. Infatti, nel mondo sociale (e spesso anche in quello biologico) sono frequenti processi di questo tipo. Vale a dire, entità che sono, alla partenza, vere e proprie Unità, vengono poi a differenziarsi. Di fatto, nel mondo sociale, molti sviluppi avvengono così: da un’entità semplice, indifferenziata, si arriva a una condizione di complessità crescente; si formano delle parti, ciascuna si specializza in una data funzione. Si tratta del processo di differenziazione, ed è agevole riconoscerlo, tuttora in atto, in ogni settore della società. Ma questi processi avvengono in una Società già in corso, e ogni inizio di questo tipo non ha nulla a che vedere con le Origini. E discutibile, insomma, retroproiettare sullo schermo delle Origini, in cui nessuna Società ancora esiste, processi infra-societari.

Questa premessa ci è parsa indispensabile per collocare correttamente il seminario qui proposto. Il quale muove appunto dalla constatazione che da sempre – ignorando quanto vorrebbe la dottrina dell’Uno – la Duplicità regna sovrana. E’ una duplicità che percorre ogni campo dell’esperienza, sia conoscitiva, sia della vita quotidiana. Innumerevoli le coppie presenti a diversi livelli della realtà, da quella <essenza-apparenza> a quella (illusoriamente elementare) <vita-morte>; da <limite-illimitatezza> a <luce-oscurità> <eternità-tempo>; e così via. Difficile negare a queste coppie, e alla duplicità che in ciascuna di esse si manifesta, un qualche carattere originario, anche se questo suggerisce di rivedere la nozione tradizionale di ‘origini’. Intanto, sono tutte coppie di carattere oppositivo, e (come è facile notare) in nessuna di esse le due componenti hanno lo stesso status, la stessa dignità, e tanto meno, per dirla nei termini di Zwielicht, sono illuminate dalla stessa luce. Sempre una delle due componenti appare ‘vincente’ nella società, o nella cultura, o nella psicologia individuale, – l’altra componente subisce degli arresti, spesso delle svalutazioni. E già questa è un’indicazione preziosa su cui lavorare.

Proveremo a ricostruire insieme alcuni di questi doppi percorsi, a partire, ogni volta, dalla nascita di ciascuna delle due componenti. Sullo sfondo, vi è il tentativo di mettere in luce, nel conflitto fra i due termini di ogni coppia, un conflitto retrostante, – questo sì, davvero originario. Un conflitto tra due ordini di fondo, quello dell’Eguaglianza e quello della Diversità. Un conflitto di cui esistono innumerevoli tracce nelle fonti, – mai raccolte tuttavia nelle interpretazioni tradizionali.

(Buona parte dei lavori di Gilli sono accessibili e liberamente scaricabili dal sito www.ricerchesulleorigini.it)

Venerdì 8 aprile h. 15:00 – 19.00
Sabato 9 aprile  h. 10.00 – 17.00
Domenica 10 aprile h. 10.00 – 13.00

La partecipazione al seminario di Gian Antonio Gilli è gratuita con prenotazione obbligatoria alla mail info@iunoino.it entro il 3 aprile.

 

Immagine: Domenico Beccafumi, San Michele scaccia gli angeli ribelli, 1535. Chiesa di San Niccolò al Carmine, Siena (dettaglio)

Gian Antonio Gilli, professore ordinario di Sociologia, ha lavorato per oltre  vent’anni nel Centro Ricerche sociologiche della Società Olivetti, dai tempi del taylorismo trionfante a quelli della ‘ricomposizione delle mansioni’, e dopo. A questo impegno nel campo della sociologia dell’organizzazione si è accompagnata, a cavallo tra gli anni 60 e 70, la collaborazione alla prima esperienza di Gorizia, condotta da Franco Basaglia per il superamento dell’ospedale psichiatrico. Negli anni successivi la ricerca di Gilli si è sviluppata (vista col senno di poi) intorno al tema delle origini. Dapprima sul conflitto fra technai e societa nell’esperienza greca (Origini dell’eguaglianza – Ricerche sociologiche sull’antica Grecia, 1988), poi articolandosi in due direzioni. La prima riguarda l’esperienza religiosa (lato sensu) nelle sue manifestazioni più fisiche e materiali (Arti del corpo – Sei casi di stilitismo, 1999; Locus sui – Religioni di luogo, 2021). La seconda direzione di ricerca riguarda lo schema corporeo, le sue patologie, e la ricostruzione delle sue origini (L’Età delle membra – Antropologia delle parti del corpo, 2016). Le fonti di questi lavori sono sia fonti antiche, sia una pratica pluridecennale in scuole materne e istituzioni ospitanti soggetti portatori di handicap grave. Sulla base di questi interessi, finalmente, si è sviluppata, nell’ultimo quindicennio, un’attività nel campo dell’arte contemporanea, attraverso seminari, curatele e pubblicazioni.